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28Quando le lacrime lasciarono il posto al sorriso dell%u2019animaanch%u2019io mi soffermai come quei due sventurati genitori a pulire la lapide e a sistemare i fiori. Gli anni ed il tempo avevano abbruttito i fiori di seta e di plastica e tutto ci%u00f2 mi procurava fastidio.Sentii il bisogno di dedicarmi a quella lapide non pi%u00f9 fredda e notai che la parte superiore del muretto antistante, che guardava sul piano inferiore di questo anfiteatro, conteneva uno strato di terra a mo%u2019 di vaso. In alcuni punti qualcuno aveva seminato dei fiori o posato piccole piantine. Di fronte ad Antonio vi era un piccolo spazio di terra lasciato rispettosamente incolto. Quel piccolo fazzoletto di terra mi stava aspettando da molti anni. Promisi che il prossimo sabato sarei ritornato con piccoli attrezzi da giardinaggio e avrei interrato delle piantine fiorite. Quella sera prima di addormentarmi, la preghiera dedicata ad Antonio, che immancabilmente chiudeva nel sonno ogni giornata dal giorno della sua morte, non opprimeva pi%u00f9 il mio cuore.I sabati si susseguivano e quel piccolissimo fazzoletto di terra, ricco di colori e profumi, rendeva meno freddo ed astratto quel mazzo di fiori finti posti a fianco di quel mai dimenticato volto.Sembrava incredibile, ma al rifiuto di quel luogo ora era subentrato il desiderio in quel appuntamento del sabato che si caratterizzava con un aperto e gioioso saluto %u201cCiao Toni%u201c. Come se la barriera della morte, che ci aveva separato per tutto quel tempo, fosse stata abbattuta.

