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31 LA PASSEGGIATAMi manchi, ci manchi.Il nero della notte, come faro impietoso,d%u00e0 luce a una buia giornata.Consumata nell%u2019illusione di rivedertia casa, la sera.Occhi stanchi di lacrime si chiudono.Una nenia addormenta la mente.Mi manchi, mi manchi, mi manchi.D%u2019un tratto ti sono vicino. Percorriamo la solita via.La tua mano mi sfiora la spalla. Sei vivo, presente.La tua voce dolce, sicura mi dice:%u201cPap%u00e0, tu mi chiami, sono venuto, ma lass%u00f9 mi hanno dato,un incarico importante.Non possono fare a meno di me%u201d.No, Alessandro, non accetto ragione,mi manchi, mi manchi, ci manchi.Un pianto dirotto, disperato apre la tragica realt%u00e0.Al mio fianco quel che resta di tecerca, invano, di darmi conforto.Resta il dubbio di aver solo sognato.Mi hai consolato, abbracciato.Troppo forte %u00e8 il bisognodi te.E%u2019 una delle tante domeniche, il 20 ottobre del 2002, giorno in cui molto spesso Alessandro, nonostante i sui ventinove anni, amava accompagnarmi in una passeggiata a piedi.Quanto mi mancano quelle passeggiate. Ora mi rendo conto che quelle ore rendevano felice il mio vivere costellato di caparbie battaglie alla ricerca di una giustizia mai avuta.Nonostante avesse la sua vita, i suoi impegni e le sue amicizie, Alessandro dedicava parte del suo tempo a me,

