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26giovani erano accomunati dalla stessa et%u00e0 di Antonio. Un brivido mi percorse la schiena.Notai un uomo ed una donna, di una et%u00e0 pari alla mia, chesu una di queste tombe erano intenti a sistemare i fiori ed a pulire i marmi. Mi rendevo conto che quel uomo dal viso assente e quella donna dal viso funereo erano i genitori di quel giovane sepolto. Me lo sentivo.I volti, gli occhi assenti a ci%u00f2 che li circondava, erano il loro biglietto da visita. Genitori che puntualmente incontravo ad ogni mia visita e che, come la prima volta, si affaccendavano intorno alla foto di quel giovane figlio sepolto.Dopo anni mi rendevo conto di cosa avessero dovuto sopportare mio padre e mia madre per la perdita prematura ed inaspettata del figlio Antonio e del perch%u00e9 della loro quotidiana visita al cimitero.Pensai a mio padre che si lasci%u00f2 andare, non sorrise pi%u00f9 e,dopo cinque anni, mor%u00ec. Riflettei di essere padre anch%u2019io e di avere la sua et%u00e0 quando mor%u00ec Antonio. Quel pensiero mi raggel%u00f2 per un attimo il cuore e lo cacciai con forza dalla mente.Allontanati i cattivi presagi, mi accorgevo che il mio sguardo si soffermava sui grandi viali aperti, sulle collinette costellate di lapidi ordinate e circondate dal verde, sulle persone che in silenzio e con cura pulivano pietre e marmi o ponevano fiori. Quella vista, che per la prima volta accompagnava i mie passi, mi infondeva un senso di pace e serenit%u00e0 interiore.

