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30Il sabato seguente dimentico dell%u2019accaduto e con l%u2019animo felice di incontrare una persona amata, nell%u2019avvicinarmi salutai, come era ormai consuetudine, quel viso sorridente:%u201cCiao Alex!%u201d.Mi chiesi se stavo impazzendo. Avevo salutato nuovamente al posto di Antonio, Alessandro. Cancellai questa tremenda domanda della mia mente, riformulando velocemente il solito saluto:%u201dCiao Toni!%u201d.Avevo per%u00f2 percepito che quel saluto non era frutto dellamia mente. Dopo aver sistemato quel piccolissimo giardinetto antistante,con passo spedito, mi allontanai pensando che la prossima visita dalla mia bocca non sarebbe pi%u00f9 uscito quel agghiacciante saluto.La settimana seguente mi ritrovai all%u2019ormai consueto appuntamento con quel freddo marmo, sereno e con la mente sgombra e senza incertezze salutai: %u201cCiao Alex!%u201d.Questa volta quelle parole mi risuonarono nella testa e il gelo di quella lama sottile si spinse nel profondo dell%u2019anima.Consapevole di aver per la terza volta pronunciata senza rendermene conto quel assurdo saluto, iniziai ad inveire contro me stesso e per la prima volta mi rivolsi in malo modo contro mio fratello divenuto la causa di quel tragico evento. %u201cSei tu che mi fai dire queste tremende parole! Alessandro %u00e8 mio figlio. Sei tu che sei morto, non lui!%u201d. Dopo pochi mesi quello che era stato un%u2019orribile saluto %u00e8 divenuto il quotidiano saluto a Alessandro Il mio sfortunato fratello Antonio, a modo suo, aveva cercato di prepararmi, non potendo impedire che, dopo pochi mesi, la tragedia si consumasse.

