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50significativi della nostra vita passata e orgoglio per la vita che si sarebbe tramandata al nostro unico figlio. Casa che solo la stanza di Alex con i suoi oggetti, le sue cose, la suamusica, sono l%u2019ancora d%u2019amore che in essa ancora ci trattiene.Gli occhi inariditi per le lacrime versate, la mente assente e, nonostante insieme tra la gente, spaventosamente soli. Una solitudine che senti dentro, ti opprime il cuore come un macigno e soffoca il bisogno d%u2019amore, scintilla di vita cherende eterna l%u2019anima di ogni essere umano. Anima, parola divenuta per me astratta, priva di significato, illusione terrena di una vita inesistente dopo la tragica, improvvisa morte di Alessandro.Quel 21 ottobre del 2002 ha cancellato di colpo il futuro,spento la voglia di vivere. Tragedia che spesso non concede il tempo di accompagnare la persona amata, come pu%u00f2 succedere quando la morte %u00e8 preannunciata da una malattia. Sei giorni e cinque notti ci siamo aggrappati alla preghiera, unico appiglio di vana speranza.. Quante ore a Lui rubate nel silenzio della notte, passate in ginocchio a pregare su un tappeto di lacrime, nella piccola cappella dell%u2019ospedale,pochi metri distante dal giovane cuore di Alessandro che batteva forte, per farci sentire il suo amore per noi. Preghiera e speranza che si %u00e8 fermata con il cuore di Alessandro alle ore 14 del 26 ottobre nel fiore della vita, a ventinove anni.I giorni seguenti passati abbandonato in poltrona senza speranza nel futuro, con l%u2019assillo del dubbio sulla vita passata che il dolore voleva cancellare e soffocato da un vuoto interiore, pesante come un macigno, che mi opprimeva il cuore. Tradito da un Dio inutilmente invocato, ora senza ritegno bestemmiato. La realt%u00e0 di un tragedia rifiutata che ogni giorno si riproponeva ai nostri stanchi occhi con il pellegrinaggio ad una fredda pietra bianca di

