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                                    52quotidianamente al cimitero, avevo deciso di uscire per andare a salutare la nonna tanto amata da Alessandro. Non era l%u2019eccezione. Lui amava tutti e, sin da bambino, salutava chiunque incontrava. Era sufficiente un incontro anche occasionale, per far scattare in lui il sentimento dell%u2019amicizia.Camminavamo senza aver la percezione delle auto che incrociavano il nostro andare, n%u00e9 la consapevolezza del rispetto della segnaletica semaforica nell%u2019attraversare il corso. In questa avvolgente apatia della mente e dei sentimenti d%u2019un tratto mia moglie, che mi stava al fianco, ferma lo stanco passo e con tono di disappunto mi domanda: %u201cTi sei messo il profumo di Alessandro prima di uscire? Sento il Suo profumo!%u201d. Stupito e incredulo sgarbatamente rispondo: %u201cCosa dici? A mala pena mi lavo, figurati poi se mi metto il profumo di Alessandro!%u201d.%u201cNon %u00e8 possibile. Io sento il suo profumo. Tu lo hai messo!%u201d.Vista la sua insistenza, rendendomi conto del suo stato, con gentilezza rispondo: %u201cMia cara, ti assicuro che non ho messo il profumo di Alessandro%u201d.Come rassegnata sussurra: %u201cEppure io sento intorno a me il suo profumo%u201d. Accorata speranza in una vita di luce per Alex, che risveglia in me un senso di profonda compassione. Fermo i nostri passi, avvicino la testa al suo viso ed aspiro forte per cercardi cogliere un profumo che sapevo inesistente. Guardando con tenerezza il suo viso le sussurro: %u201cNon percepisco alcun profumo. Sar%u00e0 una tua impressione%u201dRiprendiamo il breve cammino che ci restava con passo stranamente affaticato, spinto dal desiderio di ritornare nell%u2019oblio da cui ci eravamo con sforzo distaccati. Quanto avvenuto, per me assurdo, ma traumatico per Concy, rattristava il mio cuore per lei. Fatti pochi passi, divenuti 
                                
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