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                                    48precisando i compiti delle figure pi%u00f9 vicine a Dio corrispondenti ad ogni singolo cerchio. Nell%u2019illustrare i compiti attribuiti a chi occupava i cerchi partendo dal primo dopo il centro, parlava di angeli e di arcangeli soffermandosi sui primi tre cerchi. Nonostante la spiegazione verbale si fermasse ai primi cerchi la didascalia proiettata scorreva veloce precisando altre figure che occupavano i cerchi raffigurati.Mentre le mie orecchie erano tese nell%u2019ascoltare ogni singola parola, i miei occhi seguivano attenti le didascalie. Leggevo con interesse il susseguirsi dei nomi e dopo gli Angeli, gli Arcangeli, ecc. Con stupore leggo il nome che per due anni aveva assillato il mio cuore. Nome che mi aveva detto nel sogno Alessandro e che definiva il compito importante affidatogli da Dio dopo la sua morte. A quel nome seguiva, con le didascalie che scorrevano veloci sul muro, laprecisazione del compito ad esso legato e che lessi con bramosia.A distanza di tempo riesco a dar una ragione del perch%u00e9 quel nome tanto cercato, non fosse rimasto nella mia memoria,nonostante l%u2019incredibile circostanza vissuta. Infatti aver letto quel nome tanto agognato non era per me la cosa pi%u00f9 importante. Era importante sapere in che consisteva l%u2019incarico legato a quel nome. Il compito affidato a quel nome era: %u201cmaestro d%u2019amore%u201d. Dopo due anni ho avuto la risposta alla domanda: %u201cCome era possibile che esistesse un compito pi%u00f9 importante del bisogno d%u2019amore di un padre?%u201d. Quell%u2019incontro con Alessandro non era stato solo un sogno.
                                
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