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38 \\ VAI IN CHIESAL%u2019amicoPer te, attendiamo il miracolo.Amici irremovibili,uno, dieci, trenta,stazionano, con noi da giorni.Instancabili. Giovani vociti chiamano, scherzano, ti scuotono, ti sfottono.Voci sincere escono dal cuore.Voci mature celano il dolore.Non chiedono molto, un sussurro, un sorriso,un lieve movimento del tuo giovane corpo.Destino crudele,sei pi%u00f9 forte di uno, dieci , trenta giovani,disposti a tutto,pur di riavere l%u2019amico ferito.Ritornai nuovamente fuori dalla sala di rianimazione visibilmente stremato dal dolore, dalla stanchezza, dallatensione della attesa e dalla speranza della fede tradita. Una infermiera, impietosita dal mio stato, si avvicin%u00f2 e mi invit%u00f2a sdraiarmi, anche per poco tempo, su un lettino che stazionava vicino. Le suadenti insistenti parole mi persuasero e, riottoso, mi adagiai certo di non farmi prendere dal sonno.D%u2019un tratto una voce irritata mi faceva sobbalzare. Una stanchezza che non viene dal corpo aveva avuto il sopravvento. Mia moglie, anch%u2019essa stremata, uscendo nel vedermi dormire sfogava contro di me la sua disperazione.

