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103che contraddiceva quella voce interiore, che mi sussurrava:%u201dAlessandro ha messo a repentaglio la sua vita per salvare l%u2019amico e tu ti poni il dubbio se vale la pena impegnarsi per poterne salvarne sulle strade anche solo una?%u201d. Un mattino ricevo una telefonata, diversa dalle solite. Mi veniva richiesto se ero disponibile a partecipare, con una testimonianza, ad un breve ciclo di lezioni a ragazzi delle classi V di un Istituto Superiore. Risposi senza esitazione di s%u00ec, chiedendo assicurazioni che il mio sarebbe stato un intervento di supporto alla lezione gi%u00e0 programmata..Per una serie di circostanze mi trovai impegnato a gestire e condurre da solo una serie di quattro lezioni di due ore. La lezione si sarebbe svolta nell%u2019aula magna dell%u2019Istituto per consentire la partecipazione degli studenti di quattro classi. Ero preoccupato in quella grande aula magna, mentre la tensione in me aumentava ancor di pi%u00f9. Inizialmente la reticenza di alcune professoresse, poco sensibili e restie a sacrificare la loro lezione per dar spazio alla mia, era da impedimento al suo avvio, ma a seguito di una ferma presa di posizione della Preside l%u2019incontro pot%u00e8 avere inizio.Erano presenti molte ragazze, accompagnate da una esigua minoranza di ragazzi, et%u00e0 media sui diciotto anni. Mi rendevo conto dai loro volti incuriositi che la prova per me sarebbe stata impegnativa. Contrariamente alle mie abitudine mi ero sforzato di farmi una scaletta, ma di fronte a tutti quei giovani visi fui preso dall%u2019affanno e dal dubbio: %u201cCosa dico per due ore?Riuscir%u00f2 per tutto questo tempo ad avere la loro attenzione?%u201d.Chiusi in un cassetto i pensieri negativi della mente e quasi inconsciamente iniziai la lezione. Parlavo senza l%u2019ausilio previsto del microfono e la mia voce giungeva forte e chiara a tutti. Invece di parlare seduto dietro il tavolo, mi muovevo di fronte ai ragazzi seduti, soffermandomi alternativamente a

