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                                    97 IL MAREIl vuotoMi aggiro assente, la gente si accalca, parla, ride, mi sfiora.Vedo il vuoto.Fisso il televisore, martella la mente di immagini, di suoni.Vedo il vuoto.Mi muovo per casa, tra le cos, di una intera vita.Vedo il vuoto.Sfioro con le dita i ninnoli, gli occhiali, il tuo orologio.Una stretta mi attanaglia il cuore,lacrime bagnano i miei occhi.La cecit%u00e0 di una vista offuscatavede quel che porto dentro.Il vero, terribile, vuoto, lasciato da te,adorato figlio.Il mare, molto amato da me e da Alessandro, sin dai suoi primi passi, ci aveva accolto nei periodi estivi ogni anno della sua vita terrena. In particolare il mare di quella piccola spiaggia di Porto Maurizio, localit%u00e0 che insieme ad Oneglia formano la citt%u00e0 di Imperia. Spiaggia in cui ritrovava le sue giovani amicizie e le nostre ormai mature che si rinverdivano ad ogni estate. Quanti ricordi felici determinati da una spensieratezza ricca dell%u2019amore, che trasuda dai pori e risplende negli occhi del figlio che si vede crescere. Amore che vedi nella bellezza di una natura. Mare che in un abbraccio, atteso ogni anno, ci accoglieva e ci vedeva scherzosamente competere nel nuoto su chi faceva vedere il sedere all%u2019altro. Sfida che con gli anni coinvolgeva i suoi giovani amici speranzosi che almeno uno di loro riuscisse a non costringerli a subire la mia irrompente supremazia fisica . 
                                
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