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91Nonostante i segni premonitori, i messaggi ricevuti e le conferme restava e resta indelebile il bisogno di un contattato carnale, un abbraccio, un bacio , una carezza per cui darei quel che resta della mia vita. Questo bisogno, man mano che alla disperazione si riaccendeva la speranza, si faceva ogni sera pi%u00f9 forte e aveva sostituito la preghiera a cui Alex aveva dato risposta.Erano passati molti mesi dall%u2019ultimo sogno ed una sera mi sono addormentato con il desiderio di vedere Alessandro. Senza rendermi conto che dormivo sento nel letto dietro di me Alessandro. Sento il calore del suo giovane corpo e le sue braccia che mi avvolgono in un abbraccio e, senza indugio, sicuro della sua presenza tanto, con le mie mani gli stringo con forza i polsi. La sensazione che le mie mani avessero preso i suoi polsi era fisica e non illusione della mente. Con tutta la mia forza stringevo quei polsi legando il suo corpo al mio e con voce decisa: %u201cAlex, questa volta non ti lascio andare a costo di stringere i tuoi polsi sino a farti male!%u201d.Cos%u00ec dicendo aumentavo la morsa con la volont%u00e0 di trattenerlo ed ecco perdersi la consistenza fisica del suo corpo che le mie mani percepivano dolcemente ed inesorabilmente. I miei occhi si aprivano nel buio della stanza e quello che si era dimostrato un sogno mi lasciava appagato di quel contatto che la mia mente vanificava.Mente che il mio essere razionale teneva in considerazione convincendomi che quel contatto fisico avuto era un sogno frutto del mio inconscio. Quello che avevo provato restava comunque indelebile e quindi restavo possibilista, anche sela forza della ragione nelle settimane a seguire aveva il sopravvento.Un pomeriggio veniva a farci visita la mamma di una ragazza e due ragazzi coetanei e amici tra i pi%u00f9 cari di Ale.Lei ed i suoi figli qualche anno prima avevano perso, per

