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14essere asservito ad un sistema che pone i bisogni effimeri e non l%u2019amore al primo posto.Il mio impegno lavorativo mi consent%u00ec di fare conoscenza con un Vice questore di polizia che operava presso la Procura della Repubblica nella citt%u00e0 in cui risiedo. Conoscenza inaspettata, poich%u00e9 l%u2019ispettore di polizia che avrebbe dovuto sentirmi era impegnato e cos%u00ec, con prassi del tutto inusuale, il Vice questore decise di ricevermi direttamente.Negli incontri che ne seguirono la stima e la fiducia reciproca instaur%u00f2 un rapporto personale che fu di breve durata, perch%u00e9 egli, per motivi di famiglia, and%u00f2 in pensione e si trasfer%u00ec al paese natio, in Puglia, un anno dopo. Per qualche tempo tenemmo i contatti per telefono. L%u2019ultimo contatto fu un suo SMS inviatomi appena aveva avuto, dagli ex colleghi, la notizia della tragedia che mi aveva colpito.Sin dai primi incontri percepii che dietro la facciata del funzionario di polizia vi era una padre con sensibilit%u00e0 d%u2019animo non comune. Ci%u00f2 traspariva quando mi parl%u00f2 del figlio disabile e dei quadri che dipingeva. Il rapporto personale, un po%u2019 alla volta, trasform%u00f2 gli appuntamenti istituzionali in momenti conviviali. In uno di questi, nel parlarmi della sua famiglia, dei suoi interessi e del suo sentire interiore, prese un santino tenuto gelosamente nel portafoglio e mostrandomelo con rispetto, mi confidava di essere devoto da molto tempo di Padre Pio. La devozione che traspariva dalla sua voce e gli illuminava lo sguardo, non riusc%u00ec ad abbattere la barriera del mio scetticismo che gli esternai su quel santo frate. Lui si stup%u00ec e rispettando la mia poca fede, ripose nel portafoglio quel santino, e, con un pizzico di delusione, mi ribad%u00ec la sua ferma e convinta devozione. La discussione prosegu%u00ec su una proposta di collaborazione e cordialmente,

