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15come era consuetudine, ci salutammo dandoci appuntamento per la settimana ventura. UN SOGNOUn filo di fedeHo ripreso la solita vita,dove ruota un fato nefasto.Vi %u00e8 un luogo di fede, in cui porto dei fiori.Esile filo, appiglio sottile,di un credo tradito.Il fato si ripresenta, beffardo,per spezzare quel esile appiglio.Vedo il ghigno, sprezzante, pauroso,di quel mostro di ferro assassino.Come un cieco che perde la strada,resto fermo cercando l%u2019oblio.Uno squillo mi scuote. Una voce riaccende,quel lumino di fede. Chi quel mostro di ferro assassino,ha chiamato, va incontro al destino, che a volte colpisce,chi cuore non ha. Passarono alcuni giorni, non molti se ben ricordo e una notte, in pieno sonno verso le tre, venni svegliato di colpo da un intenso profumo di fiori. Un profumo fortissimo, ma diuna delicatezza che, ora che ci ripenso, non percepivo solo con l%u2019olfatto ma penetrava in me per accarezzarmi l%u2019anima.Gli occhi spalancati nella penombra creata da una piccola luce nella stanza in cui dormiva il nostro unico figlio Alessandro era un tenue chiarore che spezzava il nero della notte che avvolgeva la casa. Ero consapevolmente sveglio e non riuscivo a capacitarmi: ero stato risvegliato non da un rumore, da una voce, da una mano, ma da un profumo!

