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                                    127Mi sveglio improvvisamente ma la causa non dipende dall%u2019assistenza a Pierino, %u00e8 un dolore lancinante nella zona pelvica. Sono talmente stremato che non trovo neppure la forza di suonare il campanello di chiamata, mi muovo nel letto e non riesco a trattenere flebili lamenti. Sento la voce di Pierino calda, confortante, che mi chiede %u201cstai male. suona il campanello,%u201d sono talmente sfinito che rispondo solo con un lamento.Il suono di un campanello, richiama ai suoi compitil%u2019infermiera che si avvicina a lui e sento Pierino che dice %u201cho chiamato per lui vada a vedere sta male%u201d. L%u2019infermiera accertato il dolore mi spalma una pomata sulla parte che a poco a poco zittisce il dolore. Il muro di egoismo che mi impediva di considerare la sofferenza di Pierino si sgretola. Quel uomo, nonostante dovesse sopportare da dieci giorni una sofferenza indicibile, si era preoccupato della mia. Una stretta al cuore ha inumidito i miei occhi. La mente, libera dai bui pensieri, rifletteva che la sofferenza avvicina gli esseri umani a Dio. Con questo pensiero nel cuore alzo lo sguardo, di fronte a me, nell%u2019alto della parete che ho di fronte, c%u2019%u00e8 un piccolo antico crocefisso, rappresenta la sofferenza. Mi ritorna alla mente l%u2019insegnamento della chiesa cattolica: Ges%u00f9 si %u00e8 sacrificato per cancellare i peccati del mondo. Mi viene chiara una risposta: no Ges%u00f9, uomo, ha dovuto patire la sofferenza per avvicinarsi a Dio.I giorni che sono susseguiti mi hanno fatto apprezzare quanta bellezza spirituale traspariva dagli occhi e dalle parole di quel uomo, che sapeva accettare quel calvario per amore della compagna della sua vita, che mi confidava di non poter lasciar sola. Come una liberazione il luned%u00ec, quinto giorno, vengodimesso, ci scambiamo i numeri di telefono e gli prometto 
                                
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