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                                    121abbracciato un semplice albero ma un essere vivente diverso da noi, per scaldarmi con il calore della sua essenza. Quel momento fu per me un altro insegnamento di vita. Continuammo insieme a camminare verso un punto del giardino dove avremmo ascoltato la riflessione di don Sergio. Nell%u2019alzare gli occhi al cielo dissi: C%u00f9che meraviglia sono migliaia le stelle, sembra facciano a gara per mettersi in luce. Isabella guardandomi rispose: se continuerai a guardarlo vedrai una stella cadente. Incredulo risposi: siamo fuori stagione %u00e8 impossibile. Lei alzo le spalle. L%u2019omelia di quella sera ebbe una svolta inusuale, presi io l%u2019iniziativa facendo aprire don Sergio in un dialogo sul suo sentire. L%u2019ora tarda e il Il fresco della sera ci spinse a chiudere la riflessione e ad incamminarci per rientrare nelle nostre stanze. Isabella si affianc%u00f2 e mi disse: l%u2019hai vista la stella cometa che ha attraversato il cielo? Stupito dissi no! %u00c8 passata proprio sulla tua testa mentre parlavi. Rimasi dispiaciuto, peccato perch%u00e9 l%u2019evento %u00e8 del tutto eccezionale. Solo ora, dopo anni, che mi accingo a scrivere questo racconto mi vien in mente che Isabella continu%u00f2: questa %u00e8 una notte magica, tutto pu%u00f2 accadere.A piccoli gruppi ci si attardava, per il saluto della buona notte. Presi per mano la compagna della mia vita e con passo affrettato rientrammo salutando tutti con un gesto.Sentivo il bisogno di verificare se quella benedetta levetta a scomparsa ci fosse per aprire, finalmente, quell%u2019infisso.Concy si stizz%u00ec un po' e mi disse: ancora con questa finestra, %u00e8 tardi, siamo stanchi, lo fai domani mattina, andiamo a letto.
                                
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