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126In attesa della chiamata per la camera operatoria, mantengo le distanze. La notte, dopo l%u2019intervento chirurgico, non riesco a prender sonno per il dolore e per il disturbo creato dal continuo, fastidioso suono di chiamata del campanello. Due infermieri, intervengono pi%u00f9 volte nella notte per dare assistenza a Pierino, il quale, con rispetto a bassa voce, si rivolge a loro pensando che riposassi. Mi accorgo che anche Lui ha difficolt%u00e0 a prender sonno ed %u00e8 costretto ad alzarsi pi%u00f9 volte. Il mio egoismo chiude la porta di umanit%u00e0 che si apre in ognuno di noi alla considerazione della sofferenza dell%u2019altro. Il dolore fisico ed il via vai continuo di infermiere che mi impediscono di dormire, fanno correre nella mente buipensieri verso quel uomo. Al mattino, debilitato dalla seconda notte insonne, mi sforzo di prendere confidenza e gli comunico tutta la mia difficolt%u00e0 a prender sonno.Mi domando e gli domando come mai tanta attenzione sanitaria di notte nei suoi riguardi. Attenzione che non si allenta neppure di giorno, ma di giorno non gli si fa caso. Pierino con un tono dolce, rispettoso, spiaciuto che fosse anche Lui causa delle mie sofferenze, mi informa che sette giorni prima %u00e8 stato sottoposto a cinque interventi chirurgici in contemporanea.Gli %u00e8 stata asportata, l%u2019ernia, la prostata, l%u2019appendice, la vescica e ricostruito la stessa con un pezzo di intestino e l%u2019ombelico. Nel sentire quel tono calmo e fiducioso, dopo aver ascoltato le sue vicissitudini, mi venne un brivido pensando%u2026. se succedesse a me%u2026. forse avrei scelto di farla finita. La terza notte inizia insonne, l%u2019andirivieni delle infermiere per Pierino mi rendono insofferente nei suoi riguardi. Scandisco le ore e a notte inoltrata il mio corpo sfinito nonostante il disturbo riesce a prender sonno.

