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122Aperta la porta della stanza senza indugiare mi avvicinai alla finestra e guardai con attenzione per individuare quella fatidica levetta. S%u00ec la vidi, come un bimbo che trova il suo giocattolo, la feci scattare e d%u2019incanto quell%u2019infisso si apr%u00ec. Non mi sembrava vero si era aperta, felice mi affacciai.Il buio intenso della notte abbracciava il mio sguardo.Con l%u2019innocente curiosit%u00e0 di un bambino alla scoperta del mondo che lo circonda, non mi bastava fotografare con gli occhi ci%u00f2 che vedevo, sentivo un inconscio bisogno di guardare. Di colpo, stupito, iniziai a guardare ed i miei sensi venivano uno ad uno catapultati in un mondo di fiaba.Acque di un blu scuro intenso del lago racchiuse in una conca, adagiata ai piedi di colline che disegnavano i loro contorni in un cielo trapuntato da una miriade di stelle che brillavano, come piccoli diamanti.Decine di piccole flebili luci tremavano indicando ognuna una casa, raccolte sui pendii in riva al lago.Una fresca delicata brezza d%u2019aria pura intrisa di mille profumi, accarezzava il mio viso. Inebriato da sensazioni mai provate lasciai andare la mia anima a librare in questa fiaba. Perso nei sensi vidi d%u2019un tratto il lago rimpicciolirsi al mio sguardo al punto di apparirmi come una piccola chiazza d%u2019acqua e mi usc%u00ec spontanea la frase. il lago sono le lacrime di Ges%u00f9.Preso da tanta bellezza ringrazia Ges%u00f9 per aver creato questomeraviglioso mondo. In risposta sentii una voce afona, senzaalcun timbro, che usciva profonda, avvolgente, appagante,dall%u2019universo che pronunci%u00f2: non Ges%u00f9, da me%u2026. Dio. Rimasi senza fiato.Io che non nominavo mai il nome Dio, ritenevo che fosse al di sopra della mia fede limitata a Ges%u00f9, questa notte, in

