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Forum - Assistenza e consulenza Legale - formulazione di offerta ulteriore

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attivo  Soggetto n° 232

il 05/04/2017 * 17:45
con abiblo

abiblo

4 messaggi

Buongiorno e un grazie in anticipo per le vostre risposte.
Sono ormai più di sette anni che il mio compagno di vita e padre di mio figlio è rimasto vittima di un incosciente drogato al volante.
I rapporti con la Compagnia dell'investitore non si sono ancora del tutto conclusi, anche per la lentezza dei legali. A suo tempo venne formulata un'offerta di €100.000 per me e 180.000 per mio figlio (15 anni all'epoca), che poi si concretizzò solo grazie al provvidenziale suggerimento dell'Avv. Cesari che mi informò che la Compagnia aveva il dovere di corrispondere  l'offerta entro un certo tempo dalla sua formulazione. E su questa scorta  sollecitai i miei legali, che non prendevano iniziative, ad agire.Poi però la questione si è insabbiata sull'opportunità o meno di andare in causa, sui tempi e i risultati.Nel frattempo, sempre su mia sollecitazione, la Compagnia ha formulato un'offerta di ulteriori € 20.000 per me, e nulla a mio figlio.I miei legali fecero poi richiesta di NEGOZIAZIONE ASSISTITA , ma la Compagnia neppure fornì una risposta, perciò non se ne fece di niente. Non resterebbe ora che la causa.
So che che l'ulteriore formulazione di offerta di €20.000 aggiuntive è ancora  lontana dall'equo, tuttavia sono ormai stanca di questa storia infinita e ho informato i miei legali che accetterei questa offerta, chiudendo così la questione, e li ho incaricati di agire in tal senso.Ma è già passato ancora altro tempo, e non ho notizie...
La mia domanda ora è questa: anche  tale ulteriore offerta è vincolante per la Compagnia e sono tenuti in tempi stabiliti a corrisponderla, come per la prima, oppure, benché l'abbiano formulata,  possono rifiutarsi, e si riparte da capo?
Ancora grazie.
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Risposta n° 1
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il 06/04/2017 * 11:19
con avvocatocesari

avvocatocesari

109 messaggi

Ricordo bene il suo caso e sono lieto che il mio consiglio ha dato i suoi frutti. La prima offerta obbligatoria per legge è già  avvenuta per cui la offerta integrativa va considerata facoltativa per la impresa di assicurazioni che con prudenza e diligenza per evitare aggravio di costi evitabili con una attenta valutazione del danno non solo da perdita del congiunto ma anche biologico psichico dovrebbe di certo eseguire. La prima offerta come sempre non sarà stata nè congrua nè motivata.   Correttamente, in argomento la Suprema Corte ha precisato come “il valore vincolante della definizione legislativa del danno biologico risultante dagli art. 138 e 139 d.lg. 7 settembre 2005 n. 209 (c.d. codice delle assicurazioni), non avente carattere innovativo in quanto sostanzialmente ricognitiva e confermativa degli indirizzi giurisprudenziali in materia, impone, nella liquidazione del danno, un obbligo motivazionale congruo ed adeguato, che dia conto, ai fini del risarcimento integrale del danno alla persona e della sua personalizzazione, sia delle componenti a prova scientifica medico-legale, sia di quelle relative all'incidenza negativa sulle attività quotidiane (c.d. inabilità totale o parziale), sia di quelle che incidono sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato (che attengono anche alla perdita della capacità lavorativa generica e di attività socialmente rilevanti ovvero anche meramente ludiche, ma comunque essenziali per la salute o la vita attiva)”. Cassazione civile, sez. III, 18/02/2010, n. 3906 Mignacca ed altro c. Soc. Syrom 90 ed altro Giust. civ. Cass. 2010, 2, 234 . Ciò ricordato e tenuto ben presente sarebbe forse il caso che venisse avviato un colloquio consultivo personale con il liquidatore alti valori cui è assegnata la pratica per addivenire ad una possibile transazione. Avv. Gianmarco Cesari - AIFVS 
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Risposta n° 2
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il 07/04/2017 * 21:05
con abiblo

abiblo

5 messaggi

Gentile Avvocato, grazie della sollecita risposta.
Lei mi dice: "La prima offerta come sempre non sarà stata nè congrua nè motivata"; infatti, già all'epoca, quando ne scrissi qui sul Forum, Lei la giudicò inadeguata.Tuttavia, vuoi per scarsa determinazione dei miei legali, vuoi per altri motivi che non so, la formulazione (scritta) della eventuale ulteriore offerta è ferma a 20.000 e ancora senza motivazioni.
Non ci sono state altre azioni da parte dei miei avvocati, colloqui consultivi personali con liquidatore alti valori da Lei prospettati  o altro,  o se ci sono stati hanno portato solo alla formulazione dell'offerta integrativa di cui sopra.

Nelle more se fare o non fare causa (scoraggiata dai tempi lunghissimi prospettati, dalle spese e dall'incertezza dei risultati), come già ho scritto nel post precedente i miei legali hanno proposto per scritto la NEGOZIAZIONE ASSISTITA, ma la richiesta è rimasta senza risposta, quindi in pratica è stata rifiutata una possibile transazione.

Scoraggiata del tutto, a questo punto vorrei chiudere la pratica accettando appunto i 20.000 ulteriori, e in tal senso i miei legali hanno scritto alla Compagnia. Ma di nuovo, per adesso nessuna risposta.

Lei mi dice poi che "la offerta integrativa va considerata facoltativa per la impresa di assicurazioni". Tale offerta, pur facoltativa, è comunque stata fatta: la Compagnia è dunque tenuta ad onorarla e a  darle seguito o no? E se sì, in che tempi?
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Risposta n° 3
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il 14/05/2017 * 21:06
con avvocatocesari

avvocatocesari

111 messaggi

mi stavo chiedendo come si è poi evoluta la sua situazione.. ha risolto? Avv. Gianmarco Cesari - Aifvs 

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Risposta n° 4
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il 16/05/2017 * 22:56
con abiblo

abiblo

6 messaggi

Buonasera Avvocato.

Nessuna notizia dai miei legali, e quindi presumo neanche dalla Compagnia Assicuratrice di controparte. 

Apposta Le chiedevo, volendo chiudere la faccenda, pur anche in modo iniquo, per sfinimento, se la Compagnia è tenuta a rispondere a richiesta scritta, e entro dei tempi canonici.

Che mi dice a tal proposito?

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Risposta n° 5
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il 14/07/2017 * 20:03
con abiblo

abiblo

7 messaggi

Gentile Avvocato,l'aggiorno sulla vicenda. 

Nel silenzio dei miei legali dopo ben quattro mesi da quando avevo con loro disposto di scrivere alla Compagnia Assicuratrice come le ho esposto nel post iniziale, ho inviato loro un'email per avere notizie in merito. 

Questa la risposta (ometto i nomi delle Compagnie citate):

"Ê stato scritto a tutti, come da accordi, compresa la compagnia xxx che, recentemente, ha acquisito la yyy.

Ad oggi non ci sono state risposte.

Non so dirti se ci riscontreranno; sicuramente, nei casi di fusione, passa di solito un po'più di tempo prima di avere risposte dalla società incorporante, se non altro per questioni logistico-amministrative."

A parte che non comprendo che siano questi "tutti" citati all'inizio, dal momento che si trattava solo di scrivere alla Compagnia di controparte, ma mi lascia fortemente perplessa "non so dirti se ci riscontreranno".

Dunque, a detta dei miei avvocati, una compagnia può non rispondere ad una lettera relativa ad una pratica ancora aperta?

Questo mi sembra paradossale, poiché penserei che, anche non entro un termine stabilito, una risposta almeno debba esserci, non essendo appunto ancora chiusa la pratica.

Come spesso in tutta questa vicenda di nuovo mi riemerge la sfiducia, o meglio la diffidenza: non dimentico che al tempo fu solo a seguito del Suo chiarimento, relativo al fatto che l'acconto doveva essere corrisposto entro un certo termine dopo la sua formulazione, che tale acconto, che inspiegabilmente languiva da tre anni, fu corrisposto.

All'epoca infatti, dopo il Suo suggerimento, mi recai subito dai miei legali  ed imposi che scrivessero immediatamente all'ufficio reclami: non passarono nemmeno dieci giorni (dopo tre anni!), che quanto dovuto venne accreditato.

Adesso, anche a seguito di quanto sono andata leggendo sul sito dell'IVASS, penserei di seguire lo stesso iter (ufficio reclami). Sempre più penso infatti che una risposta, a pratica sempre aperta, mi sia dovuta (fusione o non fusione di Compagnie; non regge l'ipotesi che una compagnia si blocchi per una fusione).

Altrimenti, se si segue questa logica, mi si potrebbe non rispondere ad oltranza anche alla richiesta di chiusura della pratica (con conseguente liquidazione del residuo, ovvero le parcelle dei legali che erano state conteggiate a parte e non corrisposte in attesa di chiusura, e che io al tempo ho anticipato).

Di nuovo la ringrazio per l'attenzione e la sua eventuale risposta. 

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Risposta n° 6
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il 15/07/2017 * 11:07
con avvocatocesari

avvocatocesari

114 messaggi

il dialogo con le imprese di assicurazioni o meglio con i liquidatori designati alla trattazione delle pratiche mi creda è sempre più difficile anche perchè sono stati costretti a rispettare procedure burocratiche e basate su indicazioni rigide e restrittive. Ormai il lavoro dell'avvocato è quasi ridotto al sollecito e non alla trattazione e di fronte ad allegazioni e prove circostanziate sul danno e sulla personalizzazione si leggono risposte basate su calcoli pitagorici spersonalizzanti avvilenti. La verità è che si scrive, si inoltra un sollecito e non segue risposta per la maggior parte dei casi, per cui prima ci si mette con pazienza davanti al telefono per ore scavalcando call center e risposte automatiche e poi si prende l'auto e ci si reca personalmente all'ufficio sinistri per cercare di avere dignitosamente quanto meno una risposta dopo ore di attesa in sale di aspetto e numeretti. Nel caso suo la offerta è stata già formulata, la integrazione é  irrisoria e non è assolutamente congrua  e la richiesta di negoziazione assistita è stata già inoltrata senza esito per cui, fusione o non fusione ( non vedo il nesso con la mancata risposta sinceramente), io non perderi tempo e notificherei un bell'atto di citazione e darei inizio ad una causa per ottenere da un Giudice, magari dalla scarpa larga e non stretta, l'integrale risarcimento fino all'ultimo euro dovuto. Gli onorari e le spese legali che giustamente ha riconosciuto al suo legale per il compenso del lavoro professionale stragiudiziale che ha svolto  per ottenere una parte del risarcimento, quantomeno, sono una voce di danno patrimoniale del complessivo danno e vanno indicate con allegazione della fattura per il rimborso. Agisca e non perda ulteriore tempo in lettere. Con il legale poi ci deve essere un rapporto di fiducia e di stima e quindi valuti bene con attenta riflessione.,

Un cordiale saluto ed un abbraccio Avv. Gianmarco Cesari - AIFVS  

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