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Mio figlio Marco poteva essere salvato - con AIFVS_onlus il 17/02/2017 * 16:34

Marco Rizzetto poteva essere salvato?

Trasmissione RAI1 tempo e denaro del 13/02/2017 
La denuncia di un padre in cerca di giustizia: “Mio figlio Marco poteva essere salvato”

La dinamica dell'incidente dove ha perso la vita Marco rizzetto: https://www.vittimestrada.org/articles.php?lng=it&pg=18550

Comunicato della presidente AIFVS del  24 settembre 2016
Un padre costretto a sopportare la perdita del figlio per omicidio stradale, la mancanza di verità, il mancato soccorso, il calvario della giustizia ingiusta, il dolore che pesa nel suo cuore, viene denunciato da chi ha compiuto il reato perché ha parlato dell’incidente e di chi l’ha causato.
Si può ridurre al silenzio un genitore che soffre? E querelarlo non significa  offendere la sua dignità di padre e infliggergli ulteriori sofferenze?
Noi riteniamo che l’imputato anziché avere l’ardire di compiere un simile gesto, avrebbe fatto meglio a scrivere una lettera di scuse e di pentimento ai genitori di Marco.
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni presidente AIFVS onlus
 

Del caso si è occupato la trasmissione RAI3 chi l'ha visto.
Link sulla trasmissione Chi l'ha visto https://www.vittimestrada.org/news.php?lng=it&pg=20369&tconfig=0l 

Articolo stampa del Messaggero veneto del 21 agosto 2015.
http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/08/21/news/a-che-ora-e-morto-marco-1.11964692?refresh_ce


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Italo D'Elisa uccide Roberta Smargiassi, Fabio Di Lello uccide Italo D'Elisa. Una tragedia nella tragedia Alcuni commenti e "La vita in diretta" del 3 c.m. permettono, sulla tragedia in oggetto, la diffusione di opinioni che orientano i lettori e gli ascoltatori a non fare una ricostruzione ordinata ed attualizzata dei fatti e a non inquadrare le responsabilità che hanno causato le tragedie.

Pur confermando pienamente che nessuno ha il diritto di uccidere, non si può affrontare un così grave problema partendo dall'atto finale, facendo passare sotto silenzio che la prima causa è legata al comportamento di un giovane, di 22 anni, che ha trasgredito le norme del c.d.s. passando con il rosso (Corriere della Sera del 2/2/2017) e provocando la morte di Roberta Smargiassi, di 34 anni, la cui vita era fortemente legata a quella di Fabio Di Lello: era la sua sposa, sarebbe stata la madre dei suoi figli. Un futuro distrutto da un comportamento ancora oggi sottovalutato e diffuso da La Vita in diretta come un banale incidente, un reato di serie b, una cosa che può capitare, una fatalità. Una interpretazione inattuale, superata dalla legge 41/2016 sull'omicidio stradale, che con l'incremento delle pene sancisce la gravità della colpa, e diffonde un segnale di civiltà: chi uccide trasgredendo volontariamente le norme non può restare impunito, come invece avveniva con l'applicazione riduttiva della normativa precedente ad opera dei magistrati.

Tenuto conto che la civile convivenza è garantita dall'osservanza delle norme, noi dell' AIFVS sosteniamo che la volontaria trasgressione delle norme non raffigura un incidente, ma costituisce un crimine. I familiari delle vittime conoscono il peso delle offese, il senso di solitudine e di impotenza che riecheggia nelle oltraggiose espressioni della giustizia "il morto è morto, diamo aiuto al vivo", e sanno che non sempre si dispone della forza e dell'aiuto necessario per non esserne travolti. L'espressione della Procura di Vasto¬ "Procediamo per omicidio volontario premeditato senza attenuanti" - sganciando il fatto volontario dal contesto umano e dai motivi che lo hanno generato, rende ancora più urgente l'aiuto alla persona e l'impegno delle istituzioni per prevenire la strage stradale. Sono punti fondamentali e tuttavia trascurati nella discussione televisiva, un'occasione mancata per la tv di avviare una riflessione sulle responsabilità delle istituzioni, le cui risposte appaiono inadeguate.

La gravità di questa tragedia nella tragedia porti piuttosto la giustizia a riconoscere la propria colpa storica di un'arrogante gestione al ribasso dell'omicidio stradale, preferendo quasi sempre applicare i minimi di pena anche nei casi di omicidi stradali gravissimi, e a porre invece particolare attenzione al "caso concreto" e all'inenarrabile storia del dolore. La manifestazione "Giustizia per Roberta", a nostro parere, ha il significato di sollecitare i magistrati a non banalizzare il reato ed il danno, come è avvenuto in passato.
Chiediamo alla Rai di porre un'attenzione particolare a certi argomenti trattati nei propri programmi, e di dare vita, come già chiesto, ad una rubrica fissa di informazione formativa, che tratti tutti gli aspetti dell'incidentalità, divulgando anche il Piano del Governo sulla sicurezza stradale.

Attendiamo ancora che il Governo dia priorità assoluta all'obiettivo di prevenire l'incidente stradale responsabilizzando gli enti che gestiscono il territorio, incrementando i controlli, promuovendo a livello nazionale iniziative specifiche di formazione che coinvolgano tutte le scuole; inoltre, in sinergia con le sedi dei familiari delle vittime, assicuri una rete di sostegno a favore di chi è costretto a sopportare la sofferenza di un'offesa irreversibile, perché non cada nella tentazione di farsi giustizia da sé.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni - presidente AIFVS


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02/02/2017

Alle Autorità  Politiche
Presidente  della Repubblica,  Mattarella
Presidente  del Senato, Grasso
Presidente  della Camera,  Boldrini
Ministro  della Giustizia,  Orlando
Ministro  della Salute, Lorenzini
Presidenti  dei Gruppi  Parlamentari
Ai Media

Una persona normale  arriva al punto di farsi giustizia  da sé.

Di chi la colpa?

Non  è la prima volta che ad un crimine  stradale segua una ulteriore tragedia,  frutto di un dolore che diventa sempre più insopportabile, e a cui si aggiungono solitudine e mancate risposte dello Stato, della Giustizia.
Ricordiamo  la madre di Alex che nel 2011  si è tolta la vita il giorno dopo l'uccisione  del figlio, ma ci sono altri casi che documentano un inenarrabile dolore.
È il momento di riflettere per dare peso alle cause.
È diffusa nella società la sfiducia nella giustizia, processi ed udienze differiti nel tempo per cause da addebitare all'amministrazione  della giustizia e allo Stato, vittime e familiari privati irrimediabilmente  di  quei  legami  affettivi  che  davano  senso  alla  loro  esistenza,  e  costretti  a sopportare in solitudine  le conseguenze  irreversibili del reato, associazioni  che utilizzano  la loro esperienza di dolore per dare conforto umano e per assicurare aiuto psicologico e legale a coloro che  si  trovano  nella  disperazione  e  nell'impotenza,   di  fronte  ad  istituzioni  la  cui  burocrazia penalizza le esigenze del "caso concreto".
Chiediamo  la piena applicazione  della direttiva europea  2012/29/UE  del rispetto  dei diritti delle vittime, non circoscritta alle fasi del processo ma allo stato di vittima, una condizione che oggi trova risposta solo presso le sedi dei familiari delle vittime. Chiediamo alle istituzioni di operare in sinergia con tali organismi, per creare una rete di sostegno a favore di chi è costretto a sopportare la sofferenza di un'offesa  irreversibile, perché non cada nella tentazione di farsi giustizia da sé.
La tentazione di cui non si è saputo liberare Di Lello deve essere per lo Stato e per coloro che gestiscono la giustizia una forte occasione di riflessione sulla loro storica inadeguatezza e una spinta al cambiamento, per aiutare la persona e per "fermare  la strage stradale", perché non ci siano né vittime e né imputati.

f.to Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS


La strage del bus ungherese sull’A4 - con AIFVS_onlus il 21/01/2017 * 19:20

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COMUNICATO

La strage del bus ungherese sull’A4

La scorsa notte, allo svincolo di Verona Est dell’A4, è avvenuto l’ennesimo disastro che coinvolge un bus. Le cause sono da accertare, ma le conseguenze sono gravissime e ci addolorano. Purtroppo i disastri con i bus si ripetono e richiamano la responsabilità non solo del guidatore, ma anche del proprietario dei mezzi e delle istituzioni. E mentre si discute e si fanno indagini, le vittime ci sono già ed i familiari nel dolore si chiedono come sia potuto succedere il disastro, quale causa ha fatto inceppare la sicurezza del mezzo di trasporto.

La sicurezza della vita e della salute è un diritto che va difeso sulle strade di tutto il mondo. Pertanto, l’AIFVS – principale organizzazione italiana formata e condotta da famiglie di vittime della strada – esprime la propria vicinanza ai familiari delle vittime e sostiene il loro bisogno di fare chiarezza per individuare le cause che hanno trasformato una gita in un disastro.

A tal fine, informiamo che l’AIFVS ha attivato un supporto legale e psicologico a disposizione delle famiglie, per il quale è possibile contattare il numero: 329.2208053

L’assistenza transfrontaliera dei familiari delle vittime viene resa in linea con quanto previsto dalla Direttiva UE sulla tutela delle vittime di reato e in linea con gli standard fissati dalla Federazione europea vittime della strada (www.fevr.org), di cui l’AIFVS fa parte. FEVR è membro del consiglio generale di UNRSC (United Nations Road Safety Collaboration) e di ETSC (European Transport Safety Council); inoltre, ha lo Stato Consultivo (Roster) in UNECE (United Nations Economic Council for Europe).

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni – presidente AIFVS


Iniz. AIFVS Sedi PV: Al Casale con Alessio Tavecchio - con AIFVS_onlus_Pavia il 11/01/2017 * 18:17

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada 
Iniziativa sede Pavia.

Oggi 11/01/2017 Con Alessio Taveccho all'Istituto Casale di Vigevano (PV). Esperienza bellissima coinvolti più di 300 ragazzi dell'Istituto Casale.
Liliana Aguggiaro AIFVS PV. 
Galleria pdf_icon.gif 

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Torneo Lorenzo Di Pietro - con AIFVS_onlus il 09/01/2017 * 12:21

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9 gennaio 2017 ore 21,00 oratorio via Centuripe 18 Roma, 7° Mini torneo di basket dedicato a Lorenzo Di Pietro. tel. 393/0509705


La scomparsa di Lucio Ghirotto - con AIFVS_onlus il 02/01/2017 * 12:12

L’AIFVS ricorda Lucio Ghirotto  (02 gennaio 2017)

Il Cav. Lucio Ghirotto, responsabile della sede di Legnago dell’AIFVS, ha lasciato questo mondo: un doloroso distacco che racchiude una sofferta esperienza d’amore.

La perdita della figlia Michela e dei due nipotini Elia ed Alice, e la mancata giustizia lo hanno profondamente segnato. Pur con il dolore nel cuore, ha continuato a lottare per la prevenzione e la giustizia.

Resta nell’AIFVS come esempio di integrità morale, di disponibilità umana, di impegno serio e solidaristico. Nell’esprimere la nostra riconoscenza, siamo certi che lassù continuerà in quel cammino di luce che aveva saputo intraprendere su questa terra.  

Tutti noi dell’AFVS siamo affettuosamente vicini alla famiglia nel dolore e nella speranza.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS


Buon Anno - con AIFVS_onlus il 30/12/2016 * 17:49

Buon Anno
All’insegna di ricordare per cambiare, auguriamo quel cambiamento interiore che pone al primo posto il rispetto umano e la civile convivenza, da cui conseguono vita, salute, serenità.
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni 
presidente AIFVS onlus

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