Proseguendo la vostra navigazione su questo sito, accettate l'utilizzo di cookies per offrirti una navigazione ottimizzata, semplici ed efficiente. Avvisi Legali.
 
 

chisiamo.pngL' Associazione AIFVS

supporto.pngAssistenza online
e comunicazione

heart.png Memorie

movie.png Video

attivita.png Attività

GMR_ICON.pngGiornata mond.del Ricordo
delle vittime della strada

IconaArchivio.gif
Archivi del sito

Ultimi opuscoli

Carmen_Gattullo.jpg
 

Sedi AIFVS in Italia

italia.jpg
 

Aderisci All' AIFVS

aderisci.png

Scegli l'AIFVS

5x1000.png

Policy socialnetwork
Policy blog, Forum, Chat, Social network e motori di ricerca.
Avvertenze rischi e condizioni di utilizzo.


Riconnettersi :
Il tuo nome ( o pseudonimo ) :
La tua password
<O>


  Numero di utenti 1813 utenti

newsletter AIFVS

Per ricevere informazioni sulle novità di questo sito, iscriviti alla nostra Newsletter .

Prima di inviare questo formulario, vogliate leggere ed accettare gli Avvisi legali.

Accetto :
Copia il codice :
Ricerca personalizzata

Sito ufficiale dell'ass. italiana Familiari e vittime della strada

Comunicato stampa AIFVS  22/09/2019

Bimbo morto in auto a Catania

Legge 1 ottobre 2018 n. 117
Una ulteriore vita spezzata dall’irresponsabile lentezza burocratica

bimboAutoCT.jpg

Legge 1 ottobre 2018 n. 117
Una ulteriore vita spezzata dall’irresponsabile lentezza burocratica
Noi familiari di vittime, che avevamo creduto nell’efficacia della legge dell’1 ottobre 2018, pubblicata il successivo 12 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale, siamo profondamente sconfortati per quanto successo: 
-    un bimbo nato per continuare a vivere, muore perché dimenticato in auto a Catania, 
-    un padre certamente distrutto dai terribili sensi di colpa per non essersi ricordato che sull’auto era rimasto il suo bambino,
-    una legge antiabbandono dei bimbi in auto dell’1 ottobre 2018 non ancora efficace perché perduta nei meandri della burocrazia e delle decisioni europee, a dimostrazione che verso di essa non c’era un reale interesse.
Ci chiediamo quanti esseri umani debbano ancora morire perché sorga la voce della coscienza nei decisori di qualunque livello politico e li spinga a scrutare le loro responsabilità, al fine di garantire i diritti inviolabili della persona.

Giuseppa Cassanti
Presidente AIFVS
 

La strage silenziosa

Ogni anno in Italia scompare un paese di 4000 persone.
Tante sono le vittime delle strade italiane; 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata.
Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’ adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada.
Dopo ogni incidente grave, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare. I problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti, nessuno escluso!
Noi ci siamo uniti per fermare la strage ed affermare il diritto alla vita e alla giustizia. Unisciti a noi ! Dai il tuo contributo alla crescita del nostro paese

Le 2 ultime notizie

Nuovo  Bimbo morto in auto - il 22/09/2019 * 12:36

Comunicato stampa AIFVS

Legge 1 ottobre 2018 n. 117
Una ulteriore vita spezzata dall’irresponsabile lentezza burocratica

bimboAutoCT.jpg

Legge 1 ottobre 2018 n. 117
Una ulteriore vita spezzata dall’irresponsabile lentezza burocratica
Noi familiari di vittime, che avevamo creduto nell’efficacia della legge dell’1 ottobre 2018, pubblicata il successivo 12 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale, siamo profondamente sconfortati per quanto successo: 
-    un bimbo nato per continuare a vivere, muore perché dimenticato in auto a Catania, 
-    un padre certamente distrutto dai terribili sensi di colpa per non essersi ricordato che sull’auto era rimasto il suo bambino,
-    una legge antiabbandono dei bimbi in auto dell’1 ottobre 2018 non ancora efficace perché perduta nei meandri della burocrazia e delle decisioni europee, a dimostrazione che verso di essa non c’era un reale interesse.
Ci chiediamo quanti esseri umani debbano ancora morire perché sorga la voce della coscienza nei decisori di qualunque livello politico e li spinga a scrutare le loro responsabilità, al fine di garantire i diritti inviolabili della persona.

Giuseppa Cassanti
Presidente AIFVS
22/09/2019

Leggi il seguito Leggi il seguito

Comunicato stampa AIFVS

Legge 1 ottobre 2018 n. 117
Una ulteriore vita spezzata dall’irresponsabile lentezza burocratica

bimboAutoCT.jpg

Legge 1 ottobre 2018 n. 117
Una ulteriore vita spezzata dall’irresponsabile lentezza burocratica
Noi familiari di vittime, che avevamo creduto nell’efficacia della legge dell’1 ottobre 2018, pubblicata il successivo 12 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale, siamo profondamente sconfortati per quanto successo: 
-    un bimbo nato per continuare a vivere, muore perché dimenticato in auto a Catania, 
-    un padre certamente distrutto dai terribili sensi di colpa per non essersi ricordato che sull’auto era rimasto il suo bambino,
-    una legge antiabbandono dei bimbi in auto dell’1 ottobre 2018 non ancora efficace perché perduta nei meandri della burocrazia e delle decisioni europee, a dimostrazione che verso di essa non c’era un reale interesse.
Ci chiediamo quanti esseri umani debbano ancora morire perché sorga la voce della coscienza nei decisori di qualunque livello politico e li spinga a scrutare le loro responsabilità, al fine di garantire i diritti inviolabili della persona.

Giuseppa Cassanti
Presidente AIFVS
22/09/2019

Chiudi Chiudi


Ad un anno dal crollo del Ponte Morandi
Senza memoria non si costruisce il futuro

Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi

C’eravamo anche noi alla cerimonia funebre del 18 agosto 2018 per dare l’ultimo saluto alle Vittime del disastro del Ponte Morandi, ed abbiamo potuto constatare l’immensa partecipazione di cittadini e di autorità politiche. 
Avevamo sperato che la nutrita presenza del politici alla constatazione di un disastro umano evitabile – frutto della gestione irresponsabile delle infrastrutture pubbliche, sulle quali i cittadini svolgono la loro normale esistenza – li avrebbe fortemente motivati al cambiamento: porre fine al modo superficiale e irresponsabile di risolvere a parole i problemi, secondo lo stile di un potere arrogante e beffardo, fine a se stesso, abituato così a tradire il senso dello Stato.
I loro discorsi e comportamenti erano stati incoraggianti:
recarsi sul posto, constatare direttamente il peso umano della strage, decidere misure economiche di aiuto, richiamare le responsabilità di chi aveva il compito di manutenere e controllare, dare il forte segnale di revocare la concessione all’Autostrada, chiarendo che lo Stato svolgerà con serietà l’impegno. 
Ci aspettavamo un cambiamento di rotta sul piano dei valori e delle scelte, e invece assistiamo ad una disastrosa crisi politica e sociale e alla recrudescenza della strage stradale: il 1° semestre del 2019 segna un preoccupante +7% rispetto allo stesso periodo del 2018.
E tuttavia vogliamo ancora sperare nel cambiamento: ci auguriamo che il 14 agosto sia per i politici “la resa dei conti con il passato e la sfida con il futuro”, e ci sia consapevolezza che ogni giorno sulle nostre strade vengono uccise 9 persone e circa 36 restano invalidi gravi (stime ISS) oltre ai numerosissimi feriti.
Di conseguenza, ogni 5 giorni è come se crollasse un ponte che provoca più vittime del Morandi: circa 45 morti e 180 invalidi gravi, con enormi costi sociali e sanitari.
La gravità del disastro del Morandi ha evidenziato che qualcuno doveva intervenire in tempo e non l’ha fatto, doveva controllare e non ha controllato. In definitiva, ha sottovalutato il problema, attendendo che fosse il ponte a dimostrare la propria gravità con atroci conseguenze, e non coloro che sono pagati per decidere. 
Sono le stesse situazioni che sostengono la strage sulle strade, per fermare la quale ci aspettiamo che crolli la superficialità nell’affrontare i problemi e la prevenzione diventi reale priorità di Governo, perché non ci siano più né vittime e né imputati.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS

Leggi il seguito Leggi il seguito

Ad un anno dal crollo del Ponte Morandi
Senza memoria non si costruisce il futuro

Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi

C’eravamo anche noi alla cerimonia funebre del 18 agosto 2018 per dare l’ultimo saluto alle Vittime del disastro del Ponte Morandi, ed abbiamo potuto constatare l’immensa partecipazione di cittadini e di autorità politiche. 
Avevamo sperato che la nutrita presenza del politici alla constatazione di un disastro umano evitabile – frutto della gestione irresponsabile delle infrastrutture pubbliche, sulle quali i cittadini svolgono la loro normale esistenza – li avrebbe fortemente motivati al cambiamento: porre fine al modo superficiale e irresponsabile di risolvere a parole i problemi, secondo lo stile di un potere arrogante e beffardo, fine a se stesso, abituato così a tradire il senso dello Stato.
I loro discorsi e comportamenti erano stati incoraggianti:
recarsi sul posto, constatare direttamente il peso umano della strage, decidere misure economiche di aiuto, richiamare le responsabilità di chi aveva il compito di manutenere e controllare, dare il forte segnale di revocare la concessione all’Autostrada, chiarendo che lo Stato svolgerà con serietà l’impegno. 
Ci aspettavamo un cambiamento di rotta sul piano dei valori e delle scelte, e invece assistiamo ad una disastrosa crisi politica e sociale e alla recrudescenza della strage stradale: il 1° semestre del 2019 segna un preoccupante +7% rispetto allo stesso periodo del 2018.
E tuttavia vogliamo ancora sperare nel cambiamento: ci auguriamo che il 14 agosto sia per i politici “la resa dei conti con il passato e la sfida con il futuro”, e ci sia consapevolezza che ogni giorno sulle nostre strade vengono uccise 9 persone e circa 36 restano invalidi gravi (stime ISS) oltre ai numerosissimi feriti.
Di conseguenza, ogni 5 giorni è come se crollasse un ponte che provoca più vittime del Morandi: circa 45 morti e 180 invalidi gravi, con enormi costi sociali e sanitari.
La gravità del disastro del Morandi ha evidenziato che qualcuno doveva intervenire in tempo e non l’ha fatto, doveva controllare e non ha controllato. In definitiva, ha sottovalutato il problema, attendendo che fosse il ponte a dimostrare la propria gravità con atroci conseguenze, e non coloro che sono pagati per decidere. 
Sono le stesse situazioni che sostengono la strage sulle strade, per fermare la quale ci aspettiamo che crolli la superficialità nell’affrontare i problemi e la prevenzione diventi reale priorità di Governo, perché non ci siano più né vittime e né imputati.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS

Chiudi Chiudi


Forum in diretta


Desidero sottoporre alla Vostra cortese attenzione alcune norme di comportamento stradale dettate dalla Circolare n.6935 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti datata 22/3/2017, riguardante: "Procedure amministrative per il conseguimento della patente di guida della categoria B". Nello specifico, quando la Circolare indica il comportamento da tenere quando si deve affrontare una intersezione con circolazione rotatoria, più comunemente chiamata rotatoria, nella pagina 17 paragrafo D4 rigo 7 e 8 vi sono, a mio parere, regole di guida che contrastano con quanto prescritto dal nostro Codice della Strada. La Circolare detta questo comportamento stradale: "- nell'anello circolare nella corsia di sinistra, mantenendo in funzione l'indicatore di direzione sinistro;". Si desume quindi che il guidatore percorrendo la rotatoria, in qualsiasi condizione di traffico (perché non specificata), debba andare ad occupare la corsia di sinistra e debba quindi operare una prima manovra di cambio di corsia verso sinistra e poi all'uscita debba effettuare una seconda manovra di cambio di corsia verso destra. Il Codice della Strada invece, nell'articolo 143, prescrive tra l'altro che in presenza di due o più corsie si debba occupare la corsia di destra. L'articolo stesso permetterebbe di occupare la corsia più opportuna in relazione alla direzione che si intende prendere alla successiva intersezione, ma nel caso di rotatorie, essendo i bracci di uscita solamente a destra è evidente che rimanga l'obbligo di occupare la corsia di destra. Nemmeno assimilare il comportamento prescritto dalla Circolare alla "marcia per file parallele" sarebbe corretto, in quanto il Codice della Strada la consente solamente in caso di traffico intenso. L'indicatore di direzione inoltre, non può essere mantenuto attivo dopo il cambio di corsia, ai sensi dell'articolo 154 del Codice della Strada che prescrive esso debba cessare allorché la manovra sia stata completata. In conclusione, allo scopo di prevenire comportamenti stradali pericolosi, chiedo rispettosamente un Vostro parere in merito. ...
20/08/2019 * 11:33
(con albertorotatorie)
 

ultimissime

 

Facebook

Leggere il seguito Leggi il seguito

Twitter

Leggere il seguito Leggi il seguito

Chiudi Chiudi

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus  (AIFVS onlus) - sito ufficiale
©​Copyright   tutti i diritti riservati by Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus (A.I.F.V.S. onlus) 
Sede operativa Via A.Tedeschi, 82 - 00157 Roma Tel. 06/41734624 - fax 06/81151888 - cell. 340/9168405; 
Codice. Fiscale 97184320584

Webmaster Giorgio Giunta  
im_off.gif  info@vittimestrada.org
PECpec.png  aifvsonlus@pec.it